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Canaline portacavi da produzione automatizzata | TRUMPF
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23.10.2020 / Mira Burgbacher

Canaline portacavi da produzione automatizzata

Fino a poco prima della caduta della cortina di ferro, in Polonia i cavi erano ancora scoperti. Per proteggere questi cavi, Jazimierz Sielski ha iniziato a costruire le prime canaline portacavi. Per trasformare l'azienda BAKS in un leader globale, Jazimierz e suo figlio Tomasz si affidano alla connessione in rete smart.

Karczew, 30 chilometri a Sud di Varsavia, vicino alla Vistola. Tomasz e Kazimierz Sielski attraversano insieme i capannoni della loro azienda. Dall'esterno non si percepisce che qui robot e uomini interagiscono per produrre canaline portacavi per tutto il mondo. Il cinquantanovenne fondatore dell'azienda Kazimierz Sielski continua a lavorare fino a 13 ore al giorno e controlla che tutto proceda bene, mentre il trentaquattrenne Tomasz Sielski, ingegnere di produzione, si occupa dell'esportazione.

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Il fondatore Kazimierz Sielski e suo figlio Tomasz dirigono la loro azienda BAKS, specializzata nella costruzione di canaline portacavi.
© Bartlomiej Bukowski

Stazione di Salisburgo, fabbrica Lego in Messico

Con la fine dell'economia pianificata polacca, conseguente alla caduta della cortina di ferro nel 1989, ha iniziato a svilupparsi un mercato libero globale. La produzione ha vissuto una crescita rapida ed entrando nel nuovo millennio ha accelerato la sua corsa. Oggi l'azienda conta 550 dipendenti e vanta una gamma di 27.000 prodotti, tra cui canaline portacavi e soluzioni di installazione per industria, infrastruttura ed edilizia. BAKS fornisce i suoi prodotti in tutto il mondo. Le canaline portacavi provenienti da Karczew, cittadina polacca di diecimila abitanti, si ritrovano nella stazione ferroviaria di Salisburgo, nello stabilimento Airbus di Tolosa, in una fabbrica Lego del Messico e in un ospedale in Qatar. In Germania l'azienda rifornisce Daimler e Porsche. Anche il gruppo farmaceutico Bauer si affida ai prodotti BAKS. A Varsavia le canaline portacavi di BAKS sono installate nello Stadio nazionale Narodowy, nell'aeroporto Chopin e nelle gallerie della metropolitana locale.

Nel 1999 ho acquistato la mia prima TRUMPF, una Trumatic 235. Successivamente, ne è arrivata una nuova quasi ogni anno.
Kazimierz Sielski, CEO BAKS Polonia

La produzione completamente automatizzata conta su alcune decine di macchine. Tra queste vi sono macchine punzonatrici e laser, piegatrici e magazzini automatici collegati alle macchine. Ci sono anche 38 impianti TRUMPF al lavoro su due turni. L'ultimo acquisto è l'impianto per il taglio laser TruLaser 5030. I Sielski hanno scelto questa macchina per la sua elevata velocità di taglio. La velocità è fondamentale alla BAKS. I professionisti delle canaline portacavi sono riusciti a evadere gli ordini per alti numeri di determinati prodotti della loro vasta gamma nel giro di una settimana. L'apprezzamento dei clienti è alto.

Dopo tutti questi anni, Sielski è convinto dell'alta qualità dei prodotti e dell'affidabilità delle macchine TRUMPF. "Le macchine TRUMPF sono decisive per il nostro successo. Nel 1999 ho acquistato la prima TRUMPF, una Trumatic 235. Successivamente, ne è arrivata una nuova quasi ogni anno", dichiara Kazimierz Sielski.

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3000 tonnellate di acciaio: questa è la quantità di materiale che i 550 dipendenti di BAKS lavorano in un mese per produrre canaline portacavi.
© Bartlomiej Bukowski

Il progresso è arrivato con Solidarność

La vita da imprenditore del padre Kazimierz fa pensare a un "American Dream", ma tutto polacco. "A un certo punto ho pensato: sono in grado di creare un'azienda che offra lavoro a così tante persone?", afferma. Quando nel 1986 l'elettricista ebbe questa idea, l'allora Repubblica Popolare della Polonia era uno stato socialista. Aveva notato che in molte aziende i cavi elettrici erano pendevano dal soffitto, senza alcuna sicurezza. A Sielski è stato subito evidente che dovevano essere protetti. Così nacque l'idea delle canaline portacavi. La Polonia e soprattutto Varsavia stavano vivendo un'epoca di trasformazione. Dal nulla nacquero molti piccoli negozi che necessitavano di scaffali per i mercati settimanali. Allora l'acciaio era una merce rara in Polonia. Per questo Sielski iniziò a comprare rottami d'acciaio da alcune fabbriche, per costruirci scaffali. La vendita di questi scaffali gli permise, 30 anni fa, di acquistare la sua prima macchina dalla Cecoslovacchia: una semplice pressa a bobina, come la chiamavano a quel tempo.

Nel 1989 la rivoluzione del Sindacato autonomo dei lavoratori Solidarność mise la parola fine al comunismo in Polonia. Dopo questo cambiamento politico, nulla ha più potuto frenare il progresso nel Paese e neppure per BAKS. Dal 1999 l'azienda ha riadattato gradualmente la produzione alle macchine TRUMPF. Nel 2004, l'allargamento a est della UE ha aperto ulteriori nuovi orizzonti per BAKS. L'azienda ha potuto investire in nuove macchine, assumere nuovi dipendenti e modernizzare la produzione.

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"Le macchine TRUMPF sono decisive per il nostro successo."
© Bartlomiej Bukowski

Pronti per il futuro

Insieme al padre, Tomasz Sielski si occupa della preparazione dell'azienda familiare per il futuro. Oltre che dell'esportazione, è responsabile dell'adeguamento della produzione per la digitalizzazione. I primi passi in questa direzione sono stati già compiuti. Grazie a un sistema ERP, in futuro tutti i procedimenti produttivi dell'azienda dovranno essere connessi in rete. BAKS si dimostra innovativa anche nei confronti dei suoi clienti: con BAKSCAD, il software CAD proprietario, i clienti possono scaricare i modelli delle canaline portacavi e modificarli in base alle loro esigenze. Al momento nella banca dati di BAKS sono configurati i modelli 3D dei prodotti più richiesti. La particolarità consiste nel fatto che tutti i modelli di canaline portacavi sono liberamente accessibili a tutti secondo il modello Open Source. Ma anche BAKS trae beneficio dalle idee dei suoi clienti. Per l'azienda sono infatti uno stimolo a trovare nuove soluzioni.

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La produzione completamente automatizzata conta su alcune decine di macchine. Tra queste vi sono macchine punzonatrici e laser, piegatrici e magazzini automatici collegati alle macchine.
© Bartlomiej Bukowski

Alla domanda su come nascono i nuovi sviluppi in BAKS, Tomasz Sielski risponde con un sorriso compiaciuto: "Dal reparto Sviluppo. Che è formato da mio padre e da me." Quando i due parlano di progetti per il futuro e di investimenti, si nota subito il legame tra i due. La loro costante disponibilità a evolversi è ripagata. BAKS si è sviluppata fino a diventare un'azienda specializzata molto ricercata nel suo settore. L'impostazione stessa dell'azienda le ha permesso di ottenere questi risultati: trasformare gli ostacoli in opportunità per il progresso. Tomasz Sielski continua a scrivere la storia di successo dell'azienda e la prepara per affrontare le sfide del futuro.

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BAKS fornisce i suoi prodotti in tutto il mondo. Le canaline portacavi provenienti da Karczew, cittadina polacca di diecimila abitanti, si ritrovano nella stazione ferroviaria di Salisburgo, nello stabilimento Airbus di Tolosa, in una fabbrica Lego del Messico e in un ospedale in Qatar. In Germania l'azienda rifornisce Daimler, Porsche e Bayer.
© Bartlomiej Bukowski
23.10.2020
Mira Burgbacher TRUMPF Media Relations

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